Analisi e report
Verificato
In breve
Sezione intitolata “In breve”Il gruppo Analisi (Commerciale → Analisi) risponde a una sola domanda: dove vanno i soldi e cosa ne resta. Collega il fatturato ai costi, così si vede il risultato reale e non solo il fatturato.
Il gruppo ha quattro schermate:
| Schermata | A cosa risponde |
|---|---|
| Fatturato | Quanto si è venduto, quanti ordini ci sono stati e da dove è arrivato il fatturato: una vista rapida senza schede. |
| Report | Come va l’azienda. |
| Tracking | Quanto ci si può fidare di quei numeri e da dove sono arrivati gli ordini. |
| Impostazioni | IVA, stati degli ordini, collegamenti, diagnostica. |
I Report hanno le schede Panoramica · Costi · Esporta · Cronologia.
Fino al 22/8/2026 il gruppo si chiamava Finanze e conteneva quattro schermate. Tre di esse sono state spostate dove il loro lavoro avviene davvero:
| Prima | Ora |
|---|---|
| Finanze → Fatture | Ordini → Documenti |
| Finanze → Piano acquisti | Magazzino | Prodotti → Pianificazione acquisti |
| Finanze → KPI | gli indicatori operativi sono nella Pianificazione acquisti, quelli di margine nell’Analisi |
I link salvati continuano a funzionare e la Ricerca trova le schermate anche con i nomi originali.
Un report non è un documento contabile
Sezione intitolata “Un report non è un documento contabile”È la distinzione più importante di tutto il modulo.
- Il documento (fattura, fattura di acconto, nota di credito) è un documento vincolante che nasce per un ordine e appartiene alla contabilità. Lo trovate in Ordini → Documenti.
- Il report è una vista sui numeri. Serve a decidere, non a contabilizzare, e può contenere stime, valori indicativi e costi che in contabilità appaiono in modo diverso.
La documentazione per il commercialista prendetela dai Documenti, non dai Report.
Come si calcola il risultato
Sezione intitolata “Come si calcola il risultato”Dal 22/8/2026 la Panoramica distingue tre grandezze che prima confluivano in un unico indicatore “Utile”.
| Indicatore | Formula | Cosa dice |
|---|---|---|
| Utile lordo | fatturato senza IVA − prezzo di acquisto della merce venduta | Quanto resta dalla vendita prima dei costi operativi. |
| Margine lordo | utile lordo / fatturato senza IVA | Lo stesso in percentuale. |
| Risultato gestionale | utile lordo − spedizione e imballaggio − costi aziendali conteggiati | Il risultato dopo i costi registrati nell’applicazione. |
Il risultato gestionale non è l’utile netto contabile: per questo dal 25/8/2026 non si chiama più così. Tra i costi inseriti possono esserci anche voci che non sono costi contabili (ad esempio rate di rimborso del capitale o trasferimenti di contante) e l’applicazione può non conoscere ammortamenti, interessi o imposte sul reddito. La documentazione per il commercialista prendetela dai Documenti.
Il prezzo di acquisto si prende al momento della vendita, cioè dai singoli ordini, non dalla scheda di magazzino di oggi. Il report di luglio non cambia quindi a ogni ricalcolo.
Quando per una parte della merce venduta il prezzo di acquisto non è noto, l’utile lordo e il risultato restano vuoti e sul riquadro c’è un trattino. Un prezzo mancante si comporterebbe come uno zero e l’utile risulterebbe più alto di quanto sia: un valore vuoto dice la verità, un numero gonfiato sullo schermo non si riconosce.
Spedizione e imballaggio
Sezione intitolata “Spedizione e imballaggio”Spedizione e imballaggio è una voce separata del calcolo e ogni e-shop la imposta per conto proprio. Fino al 24/8/2026 era un’aliquota fissa del 2,7 % scritta nell’applicazione, cioè una stima che nessuno aveva chiesto e che un nuovo e-shop riceveva come un fatto.
Si imposta in Report → Esporta → Calcolo del risultato dopo i costi. Ci sono quattro possibilità:
| Fonte | Cosa significa |
|---|---|
| Costi effettivi | Il prezzo reale delle spedizioni. MitoOps per ora non lo conosce; finché la fonte non viene collegata, la spedizione non viene conteggiata e al suo posto non viene inserita una stima. |
| Stima come % del fatturato | Una percentuale del fatturato con IVA. Nel report la riga è contrassegnata come stima, con l’aliquota. |
| Importo personalizzato | Un importo per il periodo inserito da voi, ad esempio in base alle fatture dei corrieri. |
| Non conteggiare | La spedizione non entra nel calcolo. Nel report la riga non viene stampata affatto; uno zero affermerebbe che la spedizione non è costata nulla. |
Un nuovo e-shop parte da “Non conteggiare”. La stima va attivata consapevolmente. Un e-shop che già funzionava con l’aliquota del 2,7 % la ha salvata come impostazione propria, quindi i suoi numeri non sono cambiati.
Perché la spedizione non venga sottratta due volte
Sezione intitolata “Perché la spedizione non venga sottratta due volte”Se registrate la spedizione anche tra i costi aziendali, contrassegnate quella voce durante la modifica come spedizione e imballaggio (Impostazioni avanzate). Quando è attiva anche la voce separata della spedizione, il report e la schermata vi avvisano che la stessa cosa potrebbe essere sottratta due volte dal risultato.
Decide il contrassegno della voce, non il suo nome. Il testo “Trasporto merce dal fornitore” è un acquisto, non una spedizione, mentre “DPD 07/2026” è una spedizione: dal nome non si può distinguere.
Stima dell’acquisto e prezzo di acquisto effettivo
Sezione intitolata “Stima dell’acquisto e prezzo di acquisto effettivo”Nel foglio Riepilogo mensile c’è la riga dell’acquisto della merce. Il suo nome dice da dove proviene il numero:
| Nome della riga | Da dove proviene il valore |
|---|---|
| Acquisto/produzione merce (prezzo di acquisto effettivo) | La somma dei prezzi di acquisto effettivi della merce venduta: lo stesso numero del foglio Risultato. |
| Acquisto/produzione merce (stima da aliquota) | Una percentuale del fatturato. Si usa solo quando il prezzo effettivo non è noto per una parte abbastanza grande della merce. |
| Acquisto/produzione merce (inserito manualmente) | Avete sovrascritto il valore a mano. Il valore manuale ha sempre la precedenza. |
Di conseguenza cambia anche il nome del totale sottostante: Saldo dopo le detrazioni con il prezzo effettivo, Saldo dopo le stime con la stima. Due righe dal nome simile con numeri diversi nello stesso documento sono peggio di una sola riga chiaramente contrassegnata.
Visualizzazione con e senza IVA
Sezione intitolata “Visualizzazione con e senza IVA”Nella barra dei filtri c’è il selettore Visualizzazione: IVA escl. | IVA incl.. La scelta viene ricordata e vale anche dopo il passaggio al Tracking.
- Per un soggetto IVA l’impostazione predefinita è IVA escl.: l’imposta non è un suo ricavo.
- A un soggetto non IVA il selettore non viene mostrato, per lui i due importi coincidono.
- Quando il regime IVA dell’e-shop non è impostato, al posto del selettore c’è un link alle Impostazioni. MitoOps non indovina lo status fiscale né in base alla valuta né in base al paese.
- Con più e-shop in regimi diversi compare Regime IVA misto.
Il selettore cambia solo il fatturato e ciò che ne deriva (ordine medio, fatturato per canale, copertura del fatturato). Il numero di ordini, le visite, la copertura degli ordini e la SEO non cambiano: non dipendono dall’imposta. Utile lordo, margine e costi sono sempre senza imposta.
I Report collegano il fatturato ai costi, perché si veda il risultato reale e non solo il fatturato.
Un costo può essere una tantum o ricorrente e si assegna a una categoria.
Un costo una tantum è una singola spesa con una sola data: viene conteggiato nel periodo a cui appartiene quella data.
Un costo ricorrente dal 25/8/2026 si registra una sola volta, come regola: inserite l’importo di una singola occorrenza, la frequenza (mensile, trimestrale o annuale) e Valido dal. Il campo Valido fino al è facoltativo: finché non lo compilate, il costo viene conteggiato anche nei periodi successivi, finché non lo terminate. L’applicazione calcola da sola le occorrenze per il periodo scelto: il commercialista a 200 € al mese da gennaio è nell’elenco una sola riga, che con il filtro Quest’anno mostra 2 400 € e per un solo mese 200 €. Non si creano più copie mensili, e quando terminate un costo ricorrente con la data Valido fino al, non sparisce dai report passati: smette di essere conteggiato solo dal periodo successivo.
I record mensili più vecchi, nati prima di questa modifica (o da un’importazione da Excel), restano nella cronologia così come sono: i loro numeri non cambiano a posteriori.
Per i costi che superano il limite del periodo, per quelli una tantum scegliete come conteggiarli:
- Conteggia l’intero costo
- Ripartisci in proporzione ai giorni
- Escludi dal report
- Usa l’importo inserito manualmente
La scelta cambia il risultato del report, quindi conviene mantenere lo stesso approccio per costi simili.
Oltre alla categoria, un costo si può contrassegnare con etichette: pillole colorate che funzionano trasversalmente alle categorie (ad esempio fissi o stagionali). Le etichette si aggiungono, rinominano e colorano direttamente nella sezione Costi (parte espandibile Etichette); si assegnano quando si aggiunge un costo o con un’azione in blocco sulle righe selezionate.
L’elenco dei costi si può filtrare per categoria, etichetta e testo: il totale sopra l’elenco corrisponde sempre a ciò che è filtrato in quel momento.
Storico e piano dell’importo
Sezione intitolata “Storico e piano dell’importo”Quando il prezzo di un costo ricorrente cambia, non si crea un secondo costo. Lo aprite e nel blocco Storico e piano dell’importo aggiungete una modifica: il nuovo importo e il giorno da cui vale.
Google Ads SK resta quindi un solo costo e il suo prezzo è una serie temporale:
| Importo | Valido |
|---|---|
| 150 € | dal 1/7/2026 al 31/10/2026 |
| 300 € | dal 1/11/2026 al 31/12/2026 |
| 250 € | dal 1/1/2027 al 31/1/2027 |
| 150 € | dal 1/2/2027 |
Cosa ne consegue:
- La modifica si può pianificare in anticipo. Ad agosto impostate che da novembre il marketing costa 500 € e il report automatico di novembre lo userà senza altri interventi.
- Il periodo precedente si chiude da solo, il giorno prima dell’inizio di quello nuovo. Non si calcola nulla a mano.
- I periodi non possono sovrapporsi. Se inseriste una modifica che interferisce con un periodo già esistente, MitoOps la rifiuta e dice con quale periodo è in conflitto.
- Si può inserire anche una modifica retroattiva. Sovrascrive solo il periodo dal suo inizio; i mesi precedenti restano com’erano.
- I report già generati non cambiano. Sono istantanee storiche: i numeri restano quelli del giorno della generazione, anche se in seguito modificate l’importo.
- L’importo di un periodo esistente si corregge direttamente nella sua riga. Ad esempio, sostituite il budget pubblicitario di settembre con la fattura effettiva: cambia solo settembre, ottobre e i mesi pianificati successivi restano, così come le date e lo storico del costo.
Il piano si può preparare già alla creazione del costo. Nella parte Storico e piano dell’importo aggiungete le modifiche future ancora prima del primo salvataggio e tutto viene salvato insieme. Se una modifica non passa (ad esempio due dallo stesso giorno), non viene creato nemmeno il costo: non resta mai un costo con un piano che non gli corrisponde.
Se non aggiungete alcuna modifica, il costo si comporta esattamente come prima: un solo importo, nessuna serie temporale.
Un costo che non ha ancora alcuna modifica si calcola dal suo importo di base, esattamente come finora. Il blocco compare solo per un costo ricorrente; quello una tantum non lo ha, perché è una sola spesa con una sola data.
Per il periodo e Tutti i costi
Sezione intitolata “Per il periodo e Tutti i costi”Sopra l’elenco ci sono due pulsanti:
- Per il periodo è la vista predefinita. Mostra ciò che rientra nel periodo di report scelto: periodo ed e-shop sono governati dal filtro nell’intestazione.
- Tutti i costi ignora il filtro del report ed elenca ogni costo esattamente una volta, anche quello che inizierà a valere solo in futuro. Si aggiunge il filtro dello stato: attivo, futuro, terminato.
La seconda vista c’è perché un costo ricorrente pianificato da novembre ad agosto semplicemente non si vede, e cercarlo cambiando periodi alla cieca è inutile.
Duplicare un costo e un’etichetta
Sezione intitolata “Duplicare un costo e un’etichetta”Per ogni costo c’è l’azione Duplica. Apre il modulo Aggiungi costo precompilato in base all’originale: categoria, e-shop, importo, valuta, tipo, etichette, nota e periodo. Non viene creato nulla finché non premete Salva, quindi un costo mensile non si può duplicare per errore con un clic. Il nuovo record riceve un proprio numero; dall’originale non viene trasferito alcun identificatore interno.
Lo stesso vale per le etichette: Duplica precompila la riga per una nuova etichetta, colore compreso, e attende Aggiungi.
Struttura dei costi nel report
Sezione intitolata “Struttura dei costi nel report”Il pannello Struttura dei costi nel report (scheda Costi) determina come i costi sono suddivisi e ordinati nel report. La stessa struttura la ricevono l’anteprima, Excel, Word e PDF, e anche l’automazione Report periodico via e-mail.
- Un gruppo si crea con il pulsante Aggiungi gruppo, si rinomina direttamente nel suo nome e l’ordine si cambia con le frecce.
- Un costo si sposta trascinandolo oppure con la scelta Sposta nel gruppo…: su un display touch la scelta è più affidabile.
- Il gruppo è solo un modo di visualizzazione. Non cambia né la categoria né l’importo del costo; se eliminate il gruppo, i costi restano e finiscono tra quelli non assegnati.
- Il subtotale di ogni gruppo lo calcola il report da solo. Non viene salvato come un altro costo, quindi TOTALE COSTI è sempre la somma delle sole voci, ciascuna esattamente una volta.
- Un costo senza gruppo non sparisce: nel report è nella sezione Altri costi con un proprio subtotale.
- Un gruppo vuoto non viene disegnato. Una riga con zero solo perché il gruppo esiste affermerebbe che il costo in quel mese c’è stato ed era pari a zero.
Finché non salvate una struttura, MitoOps la ricava da solo dalle categorie dei costi (e, se la categoria manca, da come si chiama il costo). Appena salvate la vostra, vale la vostra: l’automatismo non la sovrascrive né la integra mai più.
La struttura vale per tutti i periodi, quindi il report di un mese precedente viene disegnato con la stessa suddivisione di quello attuale. Quando rinominate un costo, esce dal gruppo e compare tra quelli non assegnati: rimetterlo a posto è un solo spostamento.
Le mie note nella scheda Esporta sono un testo che viene inserito nel report generato. In Excel ha un proprio foglio Note, in Word e in PDF una propria sezione contrassegnata. Nell’editor del layout di esportazione ha un proprio blocco Foglio: Note, così si vede dove si colloca nel report e si può spostare o disattivare come qualsiasi altro foglio.
La nota è firmata. Sopra il testo ci sono il nome e l’account di chi l’ha salvata per ultimo: MitoOps li aggiunge da solo, non si inserisce nulla. Vale anche per il report di un’automazione: la firma appartiene all’autore della nota, non a chi ha avviato l’esecuzione.
Una nota in corso di scrittura viene salvata alla generazione. Se completate il testo e senza salvare fate clic su Genera report, MitoOps completa prima il salvataggio e solo dopo inizia a comporre il report, quindi contiene sempre la versione attuale. Se la nota non si riesce a salvare, il report non viene creato e il messaggio lo dice; il testo nell’editor resta.
Una nota vuota non produce una pagina vuota. Se non compilate il campo, il foglio e la sezione non vengono creati affatto.
L’automazione Report periodico via e-mail ha un proprio campo per la nota. Anche questa entra nel report, ma come sezione separata: è un testo dell’automazione, non vostro, e fuso con il vostro sembrerebbe scritto da voi. Nel campo dell’automazione si possono usare variabili (ad esempio {{workflow}} o {{now}}); vengono sostituite al momento dell’invio.
Costi con più negozi selezionati
Sezione intitolata “Costi con più negozi selezionati”Un report per un negozio conteggia i suoi costi e tutti i costi aziendali (senza negozio). Selezionando più negozi, ma non tutti, vale lo stesso: i costi dei negozi selezionati e tutti i costi aziendali, mai i costi degli altri negozi. I costi aziendali non vengono ripartiti tra i negozi. La stessa regola è usata da elenco costi, KPI, riepilogo, risultato, multiperiodo, anteprima e report automatico.
La suddivisione per canale di marketing è stata spostata in Analisi → Tracking → Canali e attribuzione. Continua a entrare nell’esportazione: più avanti è descritto quali righe riceve.
Le classi note (Traffico diretto, E-mail, Ricerca organica, pubblicità a pagamento, singoli motori di ricerca AI) l’applicazione le conosce da sola. Un sito di provenienza che non vi rientra riceve una propria riga con il nome del suo dominio. Un nuovo partner, un comparatore o un blog compare così nel report da solo, senza interventi sull’applicazione, e sempre da solo scompare quando da lì smette di arrivare traffico.
Le righe non vengono mai scartate: il totale MARKET TOTALE corrisponde sempre alla somma dei canali sopra di esso.
Variazione del fatturato rispetto al confronto
Sezione intitolata “Variazione del fatturato rispetto al confronto”L’ultima colonna del foglio Visite e fatturato è Δ fatturato (%): di quale percentuale è cambiato il fatturato della stessa riga rispetto al periodo di confronto. Si calcola come (fatturato del periodo attuale − fatturato del periodo di confronto) ÷ fatturato del periodo di confronto × 100, quindi confronta il fatturato, non le visite. La crescita è in verde tenue, il calo in rosso tenue; una variazione minima non viene colorata affatto, perché il colore non affermi una tendenza che non c’è.
Quando una riga non aveva fatturato nel periodo di confronto, la colonna mostra NUOVO: una percentuale da zero non esiste, ma “nuovo” è un’informazione vera. Una riga senza fatturato in entrambi i periodi mostra =, un canale che ha perso il fatturato −100 %. Il trattino resta solo quando il periodo di confronto non è disponibile. Una base negativa si divide per il suo valore assoluto, quindi il segno indica sempre la direzione. Allo stesso modo si comportano i subtotali AI / LLM totale e le famiglie di fonti proprie di MitoOps.
È un dato derivato: non cambia l’attribuzione, il numero di ordini né il fatturato. La percentuale si calcola dagli stessi importi arrotondati stampati nelle colonne vicine, quindi la potete ricalcolare direttamente dal report.
La colonna Variazione nel Riepilogo mensile e nei KPI
Sezione intitolata “La colonna Variazione nel Riepilogo mensile e nei KPI”I fogli Riepilogo mensile e KPI hanno una colonna Variazione. La calcola la stessa regola della colonna Δ nel foglio Visite e fatturato:
| Cosa si confronta | Come appare la variazione |
|---|---|
| Importo o numero (fatturato, ordini, costi, MER, ROAS) | percentuale: (ora − prima) ÷ valore assoluto di prima × 100 |
| Quota in percentuale (margine, tasso di conversione, PNO) | punti percentuali (p.p.): ora − prima |
| Prima zero, ora di più | NUOVO |
| Risultato o utile: prima zero, ora positivo o negativo | IN POSITIVO o IN NEGATIVO |
| Prima e ora zero | = |
| Dato sconosciuto | — |
Esempio di settembre 2026: il risultato gestionale da −1.436,37 € a +7.594,19 € è +628,7 % (dalla perdita all’utile la variazione è positiva) e il risultato rispetto al fatturato da −12,4 % a 29,0 % è +41,4 p.p.
Il colore indica se la variazione è favorevole per l’azienda: la crescita di fatturato e margine è verde, quella di costi e PNO rossa. Spese di marketing, IVA e acquisto merce non sono colorate, perché la loro crescita di per sé non è né positiva né negativa. La spiegazione è anche nel Glossario del report alla voce Variazione.
AI e modelli linguistici in un unico blocco
Sezione intitolata “AI e modelli linguistici in un unico blocco”Le visite da ChatGPT, Perplexity, Gemini, Copilot, Grok e Claude sono canali separati e nel report stanno uno accanto all’altro sotto il titolo comune “AI / LLM”, subito sopra il proprio subtotale. Prima erano sparse tra i canali normali e dal subtotale non si capiva da quali righe derivasse.
È solo un ordinamento del report. Non cambiano l’attribuzione, la selezione dei canali, il numero di ordini, le visite né il fatturato. Il subtotale non occupa posto nella selezione dei canali e quando tra i canali visualizzati non c’è alcun canale AI, il gruppo e il subtotale non vengono stampati.
Subtotali delle fonti proprie di MitoOps
Sezione intitolata “Subtotali delle fonti proprie di MitoOps”Le righe che MitoOps ha attribuito ai propri strumenti stanno nel report una accanto all’altra, seguite dal loro subtotale. Per esempio MitoOps AI Mailing · BACK12, MitoOps AI Mailing e MitoOps AI Mailing · VIP15 e sotto di esse MitoOps AI Mailing totale (di cui). Lo stesso vale per MitoOps Affiliate, MitoOps Newsletter, MitoOps Scenario di automazione e MitoOps Iscrizione alla newsletter.
Se una riga appartiene al gruppo lo decide la prova con cui MitoOps ha attribuito l’ordine, non il testo del nome: un coupon che MitoOps stesso ha assegnato ad AI Mailing, un clic da un’e-mail del relativo modulo, un codice o un link di un partner del programma MitoOps Affiliate, un coupon dal modulo di iscrizione alla newsletter. Un codice segnato nell’elenco dei codici come „affiliate“ che non appartiene a un partner del programma non fa parte del gruppo. Nemmeno una categoria propria per un altro strumento.
Il subtotale è una riga derivata: non si somma al totale del negozio, al TOTALE GENERALE né ad alcun indicatore. Un gruppo senza ordini in entrambi i periodi non viene stampato. Il foglio Tracking e le tabelle dei canali sullo schermo non hanno subtotali: lì le righe sommano al 100% e una riga „di cui“ falserebbe la somma.
Canali che analytics non conosce
Sezione intitolata “Canali che analytics non conosce”Il report non mostra solo ciò che ha visto la misurazione. Un ordine che analytics non ha rilevato e che MitoOps ha assegnato in base al coupon di un partner, al codice di una campagna o a una categoria personalizzata entra nel report come riga propria con un nome, ad esempio Newsletter: Intelimail o Codice sconto · BF20.
Una riga del genere ha le visite indicate con un trattino, non con uno zero. Un ordine assegnato in base a un coupon non ha alcuna visita nota; uno zero affermerebbe che al canale non è arrivato nessuno, anche se da esso sono arrivati ordini, e una stima sarebbe un dato inventato.
Non si imposta nulla: il report programmato carica da solo le classificazioni attuali. Quando classificate un codice oggi, il report successivo lo sa già, anche a posteriori per i periodi precedenti.
Selezione dei canali nel report
Sezione intitolata “Selezione dei canali nel report”Quali canali ricevono una propria riga nell’esportazione lo scegliete nell’editor Modifica layout di esportazione (scheda Esporta), nella parte Canali nel report:
-
Automatico: top N (predefinito 15): i canali vengono scelti in base al fatturato; a parità decidono le transazioni e poi le visite. La metrica è scritta direttamente sullo schermo.
Il limite vale per ogni e-shop separatamente, non per l’intero account. Con l’impostazione top 30 un e-shop con 17 canali riceve 17 righe e un e-shop con 9 canali 9 righe: le righe vuote non vengono aggiunte. Che i conteggi differiscano tra gli e-shop è quindi il risultato corretto: gli e-shop hanno canali diversi.
Le righe riepilogative (Non attribuito, Altri canali, AI / LLM totale) non rientrano nel limite: sono subtotali, non canali.
-
Selezione personalizzata: l’offerta dei canali viene caricata dalle fonti collegate per il periodo scelto; ricerca e caselle di spunta, la selezione viene salvata insieme alla bozza dell’esportazione.
I canali non selezionati nel report confluiscono nella riga Altri canali: non si perde nulla e i totali continuano a tornare. La selezione non riguarda il foglio Tracking: il suo scopo è mostrare anche il traffico non attribuito.
Cosa decide l’app
Sezione intitolata “Cosa decide l’app”L’app crea il report allo stesso modo per tutti. Dal 5. 10. 2026 non si può più caricare un modello proprio: aspetto, fogli e loro ordine, canali, struttura dei costi e note si impostano direttamente in Analisi.
Righe, ordine e totali li determina l’applicazione in base ai vostri dati e alle vostre impostazioni. Un canale che nel periodo non ha avuto nemmeno una visita o un ordine non compare nel report; un canale che si è aggiunto (un nuovo sito di provenienza, un codice sconto, un partner affiliate) riceve da solo una propria riga. Lo stesso vale per gli e-shop: il report disegna esattamente quelli che avete collegato, senza che contino il loro numero o i codici di mercato.
Fino al 23/8/2026 era il contrario: i numeri venivano scritti in righe fisse del modello, quindi una riga che non c’era non aveva modo di aggiungersi al report e una riga rimasta conservava il vecchio numero. Per questo le impostazioni dei canali e l’ordine dei costi non avevano effetto sul risultato.
Indicatori di marketing (foglio KPI)
Sezione intitolata “Indicatori di marketing (foglio KPI)”| Indicatore | Come si calcola |
|---|---|
| Costi di marketing | costi con una categoria di marketing (Marketing, Google Ads, Meta Ads) o con l’etichetta marketing o reklama |
| MER | fatturato con IVA ÷ costi di marketing |
| Costi di marketing / utile lordo (%) | costi di marketing ÷ utile lordo × 100 |
| Spesa per pubblicità a pagamento | costi nelle categorie Google Ads e Meta Ads |
| Fatturato da pubblicità a pagamento senza IVA | il fatturato senza IVA che il report ha attribuito ai canali Paid Google e Paid Meta |
| ROAS della pubblicità a pagamento | fatturato da pubblicità a pagamento senza IVA ÷ spesa per pubblicità a pagamento |
| PNO della pubblicità a pagamento (%) | spesa per pubblicità a pagamento ÷ fatturato da pubblicità a pagamento senza IVA × 100 (= 100 ÷ ROAS) |
| CPA della pubblicità a pagamento | spesa per la pubblicità a pagamento ÷ ordini dalle stesse piattaforme |
ROAS e PNO confrontano le stesse piattaforme da entrambi i lati, entrambi senza IVA. Una piattaforma senza spesa registrata non viene conteggiata nemmeno con il suo fatturato. La spesa aziendale (senza negozio) conta solo con tutti i negozi selezionati; con una selezione parziale non viene ripartita con una stima e ROAS e PNO mostrano un trattino. Il trattino indica un valore sconosciuto, non zero.
La spesa pubblicitaria proviene dai Costi: registrala nelle categorie Google Ads e Meta Ads presso il negozio a cui appartiene. Il software per ufficio con „Google“ nel nome (per esempio Google Workspace) non è marketing; decidono la categoria e l’etichetta.
Il report non calcola CAC, CPC e CPM: per il CAC manca una separazione affidabile dei costi di acquisizione dalla cura dei clienti esistenti, per CPC e CPM il numero di clic e impressioni dalle piattaforme pubblicitarie, che non sono collegate. Le sessioni di analytics non sono clic.
Legenda
Sezione intitolata “Legenda”Alla fine del report c’è il foglio Legenda. Lo crea l’app e contiene solo i termini che compaiono davvero nel report: ad esempio, se disattivate i KPI nell’esportazione, ROAS, PNO, MER e CPA spariscono dalla legenda. Il termine Variazione spiega la colonna della variazione rispetto al periodo di confronto, compresi i punti percentuali. I consigli non danno soglie universali. Il foglio si può disattivare nel layout di esportazione; in tal caso il report non vi fa mai riferimento.
Piattaforme pubblicitarie e analytics
Sezione intitolata “Piattaforme pubblicitarie e analytics”I dati di Google Analytics 4 e Google Search Console si caricano tramite Impostazioni → App collegate. Lo stato del caricamento è In attesa, In corso, Completato o Errore.
Un collegamento diretto a Google Ads e Meta Ads per ora non esiste. La spesa pubblicitaria si registra quindi nei Costi (categorie Google Ads e Meta Ads) e da lì il report calcola ROAS e PNO.
Copertura del tracciamento
Sezione intitolata “Copertura del tracciamento”È stata spostata in Analisi → Tracking ed estesa con l’attribuzione, il confronto tra e-shop e l’andamento nel tempo.
Nella Panoramica dei Report è rimasta una sola riga (quale percentuale degli ordini ha rilevato la misurazione) e un link al Tracking. Una panoramica gestionale non deve essere una diagnostica della misurazione, ma non può nemmeno tacerla: con una copertura bassa i numeri per canale sono incompleti.
Nell’elenco dei costi si possono regolare le larghezze delle colonne trascinandole, come negli Ordini. L’applicazione ricorda l’impostazione per voi e per questa tabella. Quando restringete la prima colonna, un nome lungo viene troncato con i puntini di sospensione e resta completo nella descrizione della cella; l’altezza della riga non cambia.
Dove si cambia l’IVA
Sezione intitolata “Dove si cambia l’IVA”La registrazione ai fini IVA e l’aliquota si impostano per ogni e-shop separatamente: Analisi → Impostazioni → IVA per e-shop. La via rapida è il link Imposta l’IVA nel filtro dei Report: apre le Impostazioni, espande direttamente la sezione e vi scorre fino a essa.
L’imposta si calcola innanzitutto dai documenti effettivi (la differenza tra l’importo con e senza imposta). L’impostazione si usa solo quando il documento non contiene l’imponibile. Finché non è compilata, in un caso del genere l’imposta non viene calcolata e il report lo indica: meglio un dato mancante che uno inventato.
È una cosa diversa dall’IVA sulla fattura di MitoOps, che segue la vostra partita IVA nell’account, non questa impostazione.
Panoramica: cosa si vede a colpo d’occhio
Sezione intitolata “Panoramica: cosa si vede a colpo d’occhio”La fila principale di riquadri è nell’ordine in cui si legge il risultato: Fatturato · Ordini · Margine lordo · Utile lordo · Risultato gestionale · Acquisto/produzione merce · Costi aziendali · Ordine medio.
Sotto c’è una fascia compatta con cinque numeri aggiuntivi: Visite, CR, Visite AI/LLM, CR AI/LLM e Copertura ordini. Accanto alle abbreviazioni c’è il fumetto “i” con la spiegazione: CR è il tasso di conversione (ordini ÷ visite × 100, da non confondere con il CTR della ricerca), le visite AI/LLM sono le visite attribuite a fonti AI/LLM (ad esempio ChatGPT, Perplexity, Gemini, Claude, Copilot o Grok) secondo i dati di analytics collegato e il CR AI/LLM è il tasso di conversione di queste visite. Quando la misurazione manca o non ci sono visite AI/LLM, compare un trattino, non uno zero: un dato mancante non è uno zero misurato. Gli indicatori di ricerca (CTR, posizioni) non stanno qui: sono in Tracking → SEO, con i dati di Search Console.
Quando per un e-shop non è stabilito se siete soggetti IVA, nel filtro c’è il link Imposta l’IVA. Apre le Impostazioni, espande direttamente la sezione IVA per e-shop e vi scorre fino a essa.
Esportazione del report: PDF, Word ed Excel
Sezione intitolata “Esportazione del report: PDF, Word ed Excel”Il report si può scaricare in tre formati e ognuno ha un uso diverso:
| Formato | A cosa serve |
|---|---|
| Per l’invio e l’archiviazione. L’impaginazione è fissa: al destinatario appare esattamente come a voi. | |
| Word (DOCX) | Quando volete aggiungere un commento al report o inserirlo in un vostro documento. È un documento modificabile a tutti gli effetti: il testo si può selezionare e copiare, le tabelle sono vere tabelle di Word e si possono modificare. Un’immagine c’è solo dove un’immagine ha senso, cioè nel grafico. |
| Excel (XLSX) | Quando volete continuare a fare calcoli con i numeri. |
L’anteprima mostra la stessa cosa che ottenete in PDF e in Word: viene disegnata con lo stesso procedimento, non con una visualizzazione separata.
Dopo la generazione restate dove siete
Sezione intitolata “Dopo la generazione restate dove siete”Quando il report è pronto, direttamente nella sezione Generazione del report compare un pannello con il numero del report, il periodo, gli e-shop e i pulsanti per scaricare proprio i formati che sono stati creati. I link portano a quel report specifico, non al “più recente”: contemporaneamente può generare anche un’automazione o un altro utente.
I formati selezionati restano selezionati. Il download non parte da solo: i browser bloccano più file contemporaneamente. Il pulsante Apri nella Cronologia passa alla Cronologia ed evidenzia per qualche secondo proprio quella riga.
Come appare la pagina
Sezione intitolata “Come appare la pagina”PDF e Word sono in formato A4. Le sezioni strette (Riepilogo, Risultato, SEO, Tracking, Note) sono in verticale; le tabelle larghe (KPI, Più periodi) vengono ruotate in orizzontale, perché i numeri restino leggibili invece di rimpicciolire il carattere. I Canali dal 5/10/2026 sono in verticale: l’e-shop è un titolo sopra i suoi canali e il nome del canale compare una sola volta per riga, quindi entrambi i periodi e la variazione del fatturato stanno in una pagina verticale. Un nome di canale lungo va a capo, un numero mai. Con cinque e-shop sono circa un terzo di pagine dei Canali in meno. Dal 6/10/2026 Word segue le stesse regole del PDF: orienta ogni foglio allo stesso modo (in base alla larghezza del contenuto), riduce il carattere con la stessa scala ma mai sotto i 7 pt, perché gli importi non vadano a capo, e una tabella che prosegue nella pagina successiva vi ripete la propria intestazione. I costi dal 25/8/2026 sono in verticale: i costi sono spesso molti, quindi il foglio ha bisogno di spazio verticale; un nome lungo va a capo su due o tre righe, la riga si allunga e l’importo non viene troncato. Quando i costi non entrano in una pagina, continuano in quella successiva con l’intestazione ripetuta, non con un carattere più piccolo. Ogni sezione principale inizia su una nuova pagina: se i Canali occupano sette pagine, i Costi iniziano all’ottava. Una tabella che non entra in una pagina continua in quella successiva.
Le differenze percentuali tra periodi hanno una tenue valutazione a colori in base al significato della metrica: la crescita del fatturato è verde e la crescita dei costi rossa, il calo al contrario; le voci per cui la crescita in sé non è né buona né cattiva (IVA, acquisto merce, spedizione in importo assoluto) non vengono colorate affatto. Un risultato gestionale positivo ha uno sfondo verde tenue, uno negativo rosso tenue.
Excel di proposito non copia l’impaginazione di Word: è una cartella di lavoro, non un documento da leggere.
Il report è nella lingua in cui usate l’applicazione: descrizioni, spiegazioni degli indicatori e nomi dei fogli in Excel. Quando ricaricate un Excel tradotto (importazione dei costi), l’applicazione trova il foglio anche con il nome tradotto.
Quando l’anteprima o l’esportazione non riesce
Sezione intitolata “Quando l’anteprima o l’esportazione non riesce”Una sezione che il vostro report non contiene (ad esempio Search Console, quando non è collegata) viene saltata: non è un errore e l’esportazione avviene senza di essa. Quando fallisce l’intera esportazione, il messaggio dice cosa mancava.
Fogli facoltativi: Spedizione e Imballaggio e magazzino
Sezione intitolata “Fogli facoltativi: Spedizione e Imballaggio e magazzino”Oltre alle sezioni finanziarie, al report se ne possono aggiungere due operative. Non sono attive, né per i nuovi account né per quelli che usano MitoOps da tempo. Le attivate in Analisi → Report → Esporta → Modifica layout di esportazione, dove si sono aggiunte due righe:
- Foglio: Spedizione
- Foglio: Imballaggio e magazzino
Si attivano separatamente perché rispondono a due domande diverse: il primo a tramite quale corriere conviene spedire, il secondo a quanto velocemente il magazzino imballa. Ognuno aggiunge al report una o due pagine, quindi non si attivano da soli: il report si allungherebbe senza che nessuno lo abbia chiesto.
L’ordine si cambia come per gli altri fogli e vale per tutti e tre i formati insieme. Un’impostazione separata solo per il PDF non esiste.
Senza l’autorizzazione al modulo il foglio non si può né attivare né generare. La Spedizione richiede il diritto sulle spedizioni, l’Imballaggio il diritto sull’imballaggio: il report è una seconda via verso gli stessi numeri e l’autorizzazione deve proteggere il dato, non la schermata.
Quando nel periodo non c’è nulla da riportare, il foglio non viene creato. Una pagina vuota con degli zeri sembrerebbe una misurazione andata male, anche se non si è misurato nulla.
Spedizione: cosa contiene il foglio
Sezione intitolata “Spedizione: cosa contiene il foglio”Un riepilogo gestionale, il grafico a torta Quota delle spedizioni per corriere e una tabella per corriere. Il campione di colore accanto a ogni corriere corrisponde al suo spicchio nel grafico: la tabella è anche la legenda, quindi grafico e numeri non possono divergere.
| Dato | Come si calcola esattamente |
|---|---|
| Spedizioni | Le spedizioni create nel periodo. Quelle archiviate non si contano: l’archivio serve a mettere da parte i tentativi di prova e non riusciti, quindi i numeri mostrerebbero uno stato che altrove nell’applicazione non si vede. |
| Consegnate | Le spedizioni nello stato consegnato. |
| In transito | Le spedizioni del periodo che non hanno ancora un esito concluso. Per un mese chiuso è il resto di cui non si è riusciti a rintracciare la fine. |
| Tasso di consegna | Consegnate ÷ (consegnate + rese + errate). Il denominatore è solo l’esito concluso: una spedizione in transito non è ancora né un successo né un insuccesso; contarla tra gli insuccessi abbasserebbe il tasso tanto più quanto più si sta spedendo. Le annullate non rientrano affatto nel tasso: l’annullamento è un’azione nostra, non un fallimento del corriere. |
| Mediana di consegna | Si misura dall’affidamento al corriere alla consegna, non dalla creazione della spedizione: il tempo in cui il pacco resta in magazzino non è una prestazione del corriere. Una spedizione a cui manca uno di questi due punti non viene conteggiata nel calcolo; una stima significherebbe qui un numero inventato in un documento per una trattativa sul prezzo. |
| 90 % consegnate entro | Nove spedizioni su dieci sono state consegnate entro questo numero di giorni. Si calcola dalle stesse durate della mediana e si arrotonda per eccesso: è una promessa, non una media. |
| Rese | La spedizione è tornata al mittente. |
| Errate | Un errore del corriere che impedisce ancora la spedizione. Una spedizione che si è riusciti a inviare al secondo tentativo non rientra qui. |
| Annullate | L’etichetta è stata creata, ma il pacco non è mai stato affidato al corriere. |
Quando un dato non si può determinare, al suo posto c’è un trattino, non uno zero. Una misurazione mancante e uno zero misurato sono due cose diverse.
Con più di dieci corrieri, i nove più grandi ricevono uno spicchio proprio e il resto viene unito nella voce Altri con un colore grigio neutro. I totali restano completi; la mediana per la voce unita non viene indicata, perché non si può calcolare dai valori risultanti.
Imballaggio e magazzino: cosa contiene il foglio
Sezione intitolata “Imballaggio e magazzino: cosa contiene il foglio”| Dato | Come si calcola esattamente |
|---|---|
| Consegnate al corriere | Il pacco ha lasciato fisicamente il magazzino. Decide lo stato della spedizione, non un timbro temporale: un magazzino che consegna i pacchi al corriere al ritiro non ha mai il timbro della chiusura. |
| Pezzi nelle spedizioni | La somma dei pezzi delle spedizioni non annullate del periodo. |
| In attesa di consegna | Le spedizioni del periodo che hanno l’etichetta stampata e sono ancora in magazzino. Una spedizione in lavorazione senza etichetta non rientra qui: non è lavoro per il corriere, ma per la spedizione. |
| Tempo medio fino alla spedizione | Dal momento in cui l’ordine è passato allo stato da imballare fino all’affidamento al corriere, nell’orario di lavoro del magazzino. Si indica anche il campione, cioè da quante spedizioni è stata calcolata la media: una media su tre e una media su trecento sono due affermazioni diverse. |
| Orario di lavoro del magazzino | L’impostazione da Spedizione → Impostazioni, perché si possa interpretare la riga precedente. |
Perché il tempo si misura nell’orario di lavoro. Un ordine che arriva sabato mattina e parte lunedì alle dieci ha atteso, secondo il calendario, cinquanta ore e, secondo il lavoro del magazzino, due. Il primo numero parla del fine settimana, il secondo di come si imballa, e si può migliorare solo il secondo.
Gli ordini fuori dall’orario di lavoro non aumentano quindi il tempo misurato: le ore in cui il magazzino è chiuso non entrano nella misurazione. Lo stesso vale per i fine settimana e i giorni non contrassegnati come lavorativi. Quando l’impostazione manca, vale dalle 8:00 alle 16:00, dal lunedì al venerdì.
Se nel modulo non è ancora passata nemmeno una spedizione con entrambi i punti misurati, si usa un calcolo di riserva dalle sessioni di imballaggio (quando l’ordine è stato aperto per l’imballaggio e quando è stato completato). Il foglio indica sempre da quale fonte proviene il numero: sono due grandezze diverse e un cambiamento improvviso senza spiegazione sembrerebbe un errore.
Situazione a oggi
Sezione intitolata “Situazione a oggi”Due dati del foglio non si riferiscono al periodo e per questo hanno una sezione propria:
- In attesa di imballaggio: gli ordini nello stato da imballare che non hanno ancora una spedizione.
- In transito presso il corriere: i pacchi che in questo momento sono fuori.
Sono stati, non prestazioni. Uno stato non si può tagliare con una data senza che inizi a mentire: una spedizione affidata quaranta giorni fa e ancora non consegnata è proprio quella che interessa di più, e con una finestra di periodo uscirebbe dal numero.
Andamento settimanale
Sezione intitolata “Andamento settimanale”Un grafico a colonne delle spedizioni create per settimana, sotto una tabella con i valori esatti. Le settimane partono dal lunedì e coprono esattamente il periodo scelto: la prima e l’ultima settimana possono quindi essere incomplete.
La serie conta le spedizioni in base alla settimana di creazione, indipendentemente da dove si trovano ora. La sua somma quindi non deve necessariamente corrispondere alla riga Consegnate al corriere: quella conta solo i pacchi che hanno già lasciato fisicamente il magazzino. La differenza tra le due è ciò che è ancora in magazzino: ad esempio 99 consegnate e 2 in attesa danno nella serie una somma di 101.
Il foglio di proposito non contiene le prestazioni dei singoli addetti. Numeri su una persona concreta trasformerebbero un report gestionale in una base per la valutazione individuale: è un’altra cosa, con altre regole, e non deve nascere come prodotto secondario del report mensile.
Piè di pagina del report
Sezione intitolata “Piè di pagina del report”Ogni pagina di PDF, Word ed Excel stampato ha un piè di pagina discreto con il nome del prodotto, l’anno e il dominio. L’anno è sempre quello attuale, non scritto a mano. Il piè di pagina sta sotto il contenuto, nello spazio del margine, quindi non cambia l’impaginazione né copre i numeri.
Chi può accedere
Sezione intitolata “Chi può accedere”L’Analisi è legata al ruolo. I Report sono visibili all’amministratore e al manager.
Risorse umane, assistenza clienti e magazzino per impostazione predefinita non li vedono, e non vedono nemmeno i prezzi di acquisto, quindi neppure il margine calcolato da essi. L’amministratore può assegnare le singole autorizzazioni in Impostazioni → Utenti.
Dal 22/8/2026 le autorizzazioni sono più precise e si possono assegnare separatamente:
| Autorizzazione | Cosa rende accessibile |
|---|---|
| Report e KPI | Panoramica, Esporta, Cronologia. |
| Tracking e attribuzione | L’intera schermata Tracking, inclusi canali e SEO. |
| Costi aziendali | La scheda Costi e la scomposizione del risultato per voci. |
Un ruolo di marketing può così ricevere il Tracking senza accesso all’utile lordo e ai costi. Nascondere una voce nel menu non è una protezione: senza autorizzazione rifiuta l’accesso anche l’interfaccia del server stessa.
Problemi frequenti
Sezione intitolata “Problemi frequenti”- Il margine non corrisponde alla contabilità. Il report non è un documento contabile. Il margine potenziale è indicativo e si calcola dai prezzi medi.
- Non vedo i prezzi di acquisto. Sono legati a un’autorizzazione e per impostazione predefinita li vedono l’amministratore e il manager.
- Nel report manca un canale. Un sito di provenienza riceve una riga propria in base al dominio. Se la riga manca, da quel sito nel periodo non è arrivato traffico, oppure analytics lo ha assegnato a un altro canale (ad esempio uno strumento di e-mail appartiene al canale E-mail).
- La copertura del tracciamento è bassa. I dettagli sono nel Tracking. Gli ordini manuali e quelli recenti abbassano la copertura in modo legittimo.
- L’utile lordo è vuoto. Per una parte della merce venduta non conosciamo il prezzo di acquisto. Completatelo nei prodotti o verificate che l’e-shop lo invii con gli ordini.
- Il report non ha i dati della pubblicità. Controllate lo stato di caricamento del collegamento; con lo stato Errore la causa è di solito un accesso scaduto.